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30 · 10 – 04 · 11 · 2018 | Torino

 

>>Athanasius Kircher<<

Un progetto installativo-performativo

 

di Marco Fontichiari, Carlo Gambirasio,

Valerio Maiolo, Bianca Peruzzi e Francesco Zedde

a cura di Porto dell'Arte

 

Dal 30.10 al 4.11

Aperto dalle h. 16 alle 24

Performance dalle h.18 alle 22 programma

 

 

In occasione di NESXT Independent Art Festival 2018 @ VIA PISA 53.

 

 

Athanasius Kircher è stato un gesuita, flosofo, storico e museologo tedesco del XVII secolo. Kircher è stato paragonato spesso a Leonardo da Vinci per la sua enorme varietà di interessi, ciò nonostante, alle orecchie dei più, il nome di Kircher risulta sconosciuto.

Athanasius Kircher, oltre a decifrare geroglifci, progettava macchine sonore e visuali, mischiando i diversi saperi della conoscenza.

 

Porto dell’Arte, attraverso il progetto curatoriale che prende il nome dal pratico pensatore di Geisa, coinvolge 5 artisti provenienti da due ambiti diversi della sperimentazione: quello sonoro e quello visivo.

Marco Fontichiari, Carlo Gambirasio, Valerio Maiolo, Bianca Peruzzi e Francesco Zedde, sono i creatori di una macchina produttrice di diversi differenti stimoli sensoriali formata dall’unione di cinque dispositivi realizzati appositamente per il progetto.

 

Sviluppato il nuovo dispositivo, non sono solo i suoi creatori a interagire con esso, la macchina accoglie ogni giorno performer itineranti, artisti e musicisti da noi invitati che attraverso il loro intervento modificano l’impianto creato, rendendo la macchina metafora stessa del mutamento che gli artisti generano quando agiscono in uno spazio.

Fondendo continuamente lavori e ricerche di artisti diversi, si creerà un meccanismo fluido, in continuo divenire, che funge da display interattivo, predisposto dai suoi creatori e reso tale dai performer invitati che giocheranno con esso modifcandone aspetti e funzioni durante tutto il corso della sua esposizione. In questo modo si vivrà lo spazio espositivo come un luogo di passaggio, un corridoio, contenitore delle situazioni più disparate che rispetta concettualmente l’origine curatoriale stessa di Porto dell’Arte.

 

 

 

PERFORMANCE

 

▶︎// 30/10 h.18-22

 

Fra Zedde

 

Valerio Maiolo

 

Bianca Peruzzi

 

Carlo Gambirasio

 

Marco Fontichiari

 

 

▶︎// 31/10 h.18-22

 

Davide Bartolomei

Bruno Armeni

Gioele Villani

 

 

▶︎// 1/11 h.18-22

 

Melt Dream

● Erica Sollo

 

 

▶︎// 2/11 h.18-22

 

Vinnie Marakas

Sara Persico

Craxi Driver

 

▶︎// 3/11 h.18-22

 

● Manovre segrete

Paola Lesina

 

 

▶︎// 4/11 h.17-20

 

Finissage: TBA performance

 

>>Athanasius Kircher<<

An installation-performance project

 

by Marco Fontichiari, Carlo Gambirasio,

Valerio Maiolo, Bianca Peruzzi e Francesco Zedde

Curated by Porto dell'Arte

 

From 30.10 to 4.11

Open from h. 16 to 24

Performance from h.18 to 22 program

 

 

In occasion of NESXT Independent Art Festival 2018 @ VIA PISA 53.

 

 

Athanasius Kircher was a Jesuit, philosopher, historian and German museologist of the seventeenth century. Kircher has often been compared to Leonardo da Vinci for his enormous variety of interests, nevertheless, to many, the name of Kircher is unknown.

Athanasius Kircher, in addition to deciphering hieroglyphs, designed sound and visual machines, mixing the different branches of knowledge.

 

Porto dell'Arte, through the curatorial project that takes its name from the practical thinker of Geisa, involves 5 artists from two different fields of experimentation: sound and visual.

Marco Fontichiari, Carlo Gambirasio, Valerio Maiolo, Bianca Peruzzi and Francesco Zedde, are the creators of a machine that produces different sensory stimuli formed by the union of five devices made specifically for the project.

 

Once developed the new device, not only its creators will interact with it, the machine welcomes itinerant performers, artists and musicians invited by us and through their intervention manipulate the created system, making the machine the metaphor of the change that the artists generate when they act in a space.

By continuously merging the work and research of different artists, it will create a fluid, ever-evolving mechanism that acts as an interactive display, arranged by its creators and made so by the invited performers who will play with it by modifying aspects and functions throughout the course of its exhibition. . In this way, the exhibition space will be seen as a place of passage, a corridor, a container of the most disparate situations that respect conceptually the curatorial origin of Porto dell'Arte itself.